Diabete e Parodontite,esiste una relazione? Dott. Del Deo
 

Diabete e Parodontite,esiste una relazione? Dott. Del Deo

Aprile 6, 20190

Chi soffre di diabete, non deve prestare solo attenzione alla sua dieta, ma anche alla sua salute orale, poiché c’è un interconnessione fra diabete e problematiche gengivali.

Esiste una connessione forte fra diabete e problematiche gengivali, in particolare paradontite a doppio senso: sono entrambe malattie infiammatorie croniche e sono correlate molto più spesso di quanto si possa credere, tanto che negli anni trenta del secolo scorso già si parlava di un quadro noto come “parodontopatia diabetica”, in quanto si era notata la tendenza del paziente diabetico ad incorrere più di frequente in carie, piorrea e problematiche di perdita dei denti. Solo negli ultimi decenni però questa tendenza è stata inquadrata con dati scientifici precisi, tanto che pur non avendo ancora compreso i fattori scatenanti di questo meccanismo, si è capito come l’uno influenzi l’altro e viceversa.

Diabete e Parodontite: come sono connessi?

Diversi studi hanno dimostrato infatti sia che chi soffre di parodontite ha un rischio maggiore di sviluppare il diabete e sia chi soffre di diabete ha maggiori probabilità di soffrire di problematiche dei denti e del cavo orale in generale.

Nel primo caso, la parodontite o piorreaè un fattore predisponente per il diabete, poiché le infiammazioni in corso fanno aumentare anche i livelli di zucchero nel sangue, tanto da essere definita “la sesta complicanza del diabete”. Infatti quando il tessuto gengivale è danneggiato, i batteri della placca dentale si diffondono facilmente nel flusso sanguigno, dando quella risposta infiammatoria cronica che è un altro fattore predisponente.

Nel secondo caso, chi ha il diabete di tipo 1 o 2 ha maggiori probabilità di avere disturbi a denti e gengive, fra cui secchezza della bocca, ritardata guarigione delle ferite nel cavo orale, infezioni del cavo orale, gengivite, paradentite o piorrea, alitosi, alterazione della percezione legata al gusto degli alimenti. I motivi in questo caso sono legati anche al fatto che i livelli di glucosio di un diabetico siano più alti e così facendo i batteri prosperano più facilmente nel cavo orale e, se riescono a diffondere nel flusso sanguigno, scatenano una risposta immunitaria. Tale risposta rende nel diabetico più complesso valutare i livelli di glucosio circolanti nel sangue e peggiorare quindi il quadro clinico del diabete già esistente.

Ma c’è di più: lo scorso anno uno studio condotto presso la Queen Mary University di Londra, presentato al meeting della International Association for Dental Research ha dimostrato come il gruppo di pazienti diabetici studiati sia meno densa del normale, con un livello ridotto di calcio e proteine protettive; nello specifico,  è stata trovata in questi pazienti una forte carenza della proteina MUC7, che mantiene meno acido l’ambiente della bocca. In carenza di MUC7, non solo l’ambiente della bocca è più acido, ma anche maggiormente esposto a carie e paradentite.

Tuttavia, non è raro che entrambe le patologie siano silenti (si calcola che un diabetico su tre non sa di essere affetto dalla patologia); perciò ai primi sintomi di una malattia gengivale (ossia sanguinamento delle gengive e il loro gonfiore non sporadico ma prolungato nel tempo), conviene effettuare subito dei controlli più approfonditi: quella che sembrerebbe una semplice gengivite potrebbe essere spia di un disturbo ben più serio.

Cosa fare in presenza di diabete

Se c’è una diagnosi di diabete, il proprio odontoiatra di riferimento va assolutamente informato il prima possibile: i controlli periodici dal dentista devono diventare parte integrante della terapia seguita dal paziente.
Il paziente diabetico, proprio per i motivi sopra citati ha un maggior rischio di problematiche che lo possono portare anche alla perdita dei denti, se non monitorati. Perciò il paziente deve in prima battuta adottare una routine per l’igiene orale ed effettuarla con enorme attenzione.
Tale routine consiste nel lavarsi i denti almeno 3 volte al giorno e utilizzare regolarmente non solo il filo interdentale ma anche gli scovolini interdentali per rimuovere la placca da denti e bordi gengivali. Deve inoltre completare sempre la pulizia con un collutorio per poter ridurre la carica batterica.
Se paziente è portatore di protesi dentale, deve adottare anche qui un impeccabile routine di igiene orale per la pulizia della protesi, per evitare che la placca si annidi nelle protesi, causando complicazioni.
Deve poi effettuare controlli regolari almeno una volta ogni sei mesi e riferire puntualmente al professionista se il quadro clinico del proprio diabete ha subito variazioni, oltre a delle possibili variazioni relative alla salute orale.
Queste strategie sono fondamentali, poiché un buon monitoraggio del diabete permette migliori risultati nel trattamento delle patologie paradontali e viceversa un buon controllo delle patologie parodontali permettono una migliore gestione della malattia metabolica diabetica.

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