Bruxismo: cause, effetti e terapie
 

Bruxismo: cause, effetti e terapie

Settembre 24, 20180

Il bruxismo è una parafunzione, cioè un movimento non finalizzato a uno scopo, che consiste nel digrignare i denti, facendoli stridere.

Il nome deriva da un verbo greco antico, che indica appunto l’atto di digrignare i denti. Non va confuso col trisma, che è caratterizzato solo da un serraggio della bocca.

A cosa è dovuto il bruxismo?

Il digrignamento è dovuto alla contrazione dei muscoli masticatori, specie durante il sonno, per un periodo di 5-10 secondi ripetuto varie volte durante la notte. E’ un disturbo che può comparire sia nei bambini sia negli adulti. Per lo più, come evidenziato nell’elettroencefalogramma, appare nella fase II del sonno, ossia la fase REM. In alcuni casi il bruxismo è dovuto ad una predisposizione familiare; in altri ci sono problemi di occlusione dentari o malformazioni della mandibola, in altri è dovuto ad alterazioni neurologiche del sistema extrapiramidale; in altri ancora c’è una causa psicologica scatenante (stress, aggressività, tensione emotiva, come ad esempio nei bambini può essere l’arrivo di un fratellino o una sorellina); nella maggior parte dei casi però i fattori eziologici sono sconosciuti.

Come accorgersi del fenomeno?

E’ un fenomeno che può colpire dal 5 al 20% della popolazione adulta e nei bambini riguarda a circa uno su dieci, con incidenza maggiore prima dell’età scolare, quindi è abbastanza diffuso. L’individuo che ne soffre, sia adulto sia bambino, non di solito se ne accorge, ma il rumore dello sfregamento dei denti può disturbare il sonno di chi condivide il letto o a volte è così forte da essere sentito anche in altre stanze, perciò il più delle volte è chi frequenta la stessa casa del paziente a notare il problema. Altre volte il bruxismo intenso causa nel paziente al risveglio sensazione dolorosa all’articolazione temporo-mandibolare, che comporta un dolore riflesso all’orecchio.

Conseguenze a lungo termine?

Il digrignamento può creare gravi danni da usura alla superficie masticatoria dei denti di entrambe le arcate (superiori ed inferiori) ed è il dentista a notare questa usura. Se non tempestivamente diagnosticato, il bruxismo produce alterazioni importanti dei denti, che assumono una forma irregolare e tendente all’orizzontale con usura dello strato di smalto, che li rende più sensibili alle carie. Nei casi più gravi, lo smalto diventa così sottile da esporre la dentina, rendendo più veloce la successiva erosione. A lungo termine, si possono avere perdita degli stessi denti, frattura dei denti, sensibilità al freddo o al caldo, difficoltà ad aprire completamente la bocca, data da una disfunzione dell’articolazione vera e propria, con comparsa di cefalee ricorrenti.

E nei bambini?

Il bruxismo nei bambini rientra nell’ambito degli “automatismi motori”, ossia dei movimenti indipendenti dalla volontà del bimbo, che nella sintomatologia classica si ripetono per pochi secondi due –tre volte per notte. Può insorgere nei bimbi da uno a quattro anni, ma è dopo i quattro anni che diventa un disturbo tale da ricadere nelle parasonnie primarie. Il bruxismo nei bimbi così piccoli è, alla pari di succhiarsi il pollice, un modo infantile per scaricare la tensione emotiva interna: il sonno per i piccoli è un momento ansiogeno perché ci si confronta con le paure inconsce che si manifestano sotto forma di sogni confusi o incubi. Il genitore può aiutare molto il bimbo creando un clima di serenità, ascoltandolo, coccolandolo e talvolta cullandolo e insegnando al piccolo come esprimere la rabbia e l’aggressività allo esterno: il gioco di creatività o di costruzione, l’attività fisica, il disegno, saranno per il piccolo utili valvole di sfogo. Così facendo, nella maggior parte dei casi, con la crescita il disturbo scompare spontaneamente, specie quando la dentizione perenne si completa.

Come si cura?

Ad oggi non c’è una terapia specifica per questa condizione ma si possono utilizzare nei bimbi dei dispositivi mobili duri o morbidi chiamati bite, che proteggono di notte i denti dall’erosione ed aiutano a ripristinare il corretto allineamento delle arcate dentali.

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